Salta al contenuto
Classi Seconde

I sistemi costruttivi antichi

Marco Torella

Come si sostiene il tetto di un tempio? Perché un arco di pietra non crolla? E quale funzione svolge la trave orizzontale di una capriata?

Dietro queste costruzioni c’è un problema comune: coprire una distanza tra due appoggi e sostenere i carichi senza cedere. Quella distanza si chiama luce. Nel corso della storia, i costruttori hanno trovato soluzioni diverse, sfruttando le proprietà dei materiali e la forma delle strutture.

In questa lezione scopriamo il funzionamento di tre sistemi fondamentali: il trilite, l’arco e la capriata.

Le forze nelle strutture

Per capire come funzionano questi sistemi, partiamo da tre sollecitazioni:

  • Trazione: tende ad allungare un elemento, come accade a una corda quando viene tirata.
  • Compressione: tende ad accorciarlo o schiacciarlo, come accade a un pilastro che sostiene un peso.
  • Flessione: tende a incurvarlo. In una trave appoggiata alle estremità e caricata verso il basso, la parte superiore si comprime e quella inferiore si tende.

La scelta del materiale è fondamentale: la pietra resiste bene alla compressione, ma poco alla trazione. Questo spiega molte delle forme che osserviamo nelle costruzioni antiche.

Il trilite: due sostegni e una trave

Il sistema trilitico è formato da due elementi verticali, i piedritti, e un elemento orizzontale, l’architrave. Lo ritroviamo nei monumenti megalitici come Stonehenge e nell’architettura egizia e greca.

I piedritti lavorano prevalentemente a compressione, mentre l’architrave è sottoposto a flessione. Proprio qui si trova il limite del sistema: un architrave di pietra troppo lungo rischia di spezzarsi.

Per questo, nei templi antichi, le colonne sono spesso piuttosto vicine tra loro: la distanza dipende anche dalla resistenza del materiale.

L’arco: la forza della forma

L’arco permette di coprire aperture più ampie sfruttando soprattutto la resistenza della pietra alla compressione.

È composto da elementi a forma di cuneo, chiamati conci, che si sostengono reciprocamente. Il concio collocato al centro, nel punto più alto, è la chiave.

I carichi vengono trasmessi lungo l’arco fino ai sostegni, sui quali agiscono anche spinte laterali. Per mantenere stabile la struttura, queste spinte devono essere contrastate da sostegni adeguati.

I Romani utilizzarono ampiamente l’arco nella costruzione di ponti, acquedotti ed edifici monumentali.

Come si costruisce un arco?

Durante la costruzione, i conci hanno bisogno di un sostegno provvisorio:

  1. Si monta la centina, una struttura generalmente in legno che riproduce la forma dell’arco.
  2. Si dispongono i conci partendo dai lati, fino alla posa della chiave.
  3. Quando l’arco è completo e stabile, si rimuove la centina: questa operazione si chiama disarmo.

Gli archi possono assumere forme diverse: a tutto sesto, ribassati, a sesto acuto, rampanti o inflessi.

La capriata: un triangolo per sostenere il tetto

La capriata è una struttura triangolare, tradizionalmente in legno, utilizzata per sostenere le coperture.

Nella capriata rappresentata nella lezione troviamo:

  • Puntoni: gli elementi inclinati, sollecitati prevalentemente a compressione.
  • Catena: l’elemento orizzontale che lavora a trazione e trattiene le spinte verso l’esterno.
  • Monaco: l’elemento verticale centrale, che nella configurazione tradizionale illustrata non poggia sulla catena.
  • Saettoni: gli elementi inclinati interni che sostengono i puntoni e ne limitano la flessione.

La catena svolge un ruolo decisivo: impedisce ai piedi dei puntoni di allontanarsi, evitando che la loro spinta si scarichi verso l’esterno sui muri.

La lezione e gli appunti

Gli appunti illustrati in stile quaderno raccolgono i concetti essenziali: le sollecitazioni, gli elementi dei tre sistemi costruttivi e le fasi di costruzione dell’arco. Un supporto da utilizzare durante la lezione e per il ripasso.

Osservare un tempio, un acquedotto o un antico tetto in legno diventa così un modo per riconoscere le soluzioni con cui l’uomo ha imparato a costruire: scegliendo i materiali e dando alle strutture una forma capace di sostenere i carichi.

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia qui un tuo commento!