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Disegno Tecnico

Introduzione alle proiezioni ortogonali

Marco Torella

Come possiamo rappresentare su un foglio, che ha soltanto due dimensioni, un oggetto che nella realtà ne ha tre?

È questo il problema a cui rispondono le proiezioni ortogonali, uno dei metodi fondamentali del disegno tecnico.

Un oggetto viene osservato da direzioni diverse e rappresentato attraverso più viste, ciascuna delle quali descrive con precisione una parte della sua forma. In particolare utilizziamo tre piani di proiezione, perpendicolari tra loro: il Piano Verticale (PV), il Piano Orizzontale (PO) e il Piano Laterale (PL).

Sul PV otteniamo il prospetto, sul PO la pianta e sul PL la vista laterale. I raggi utilizzati per costruire queste rappresentazioni sono paralleli tra loro e perpendicolari ai piani di proiezione.

Guarda il video: Introduzione alle proiezioni ortogonali

Prima di iniziare a disegnare, proviamo a capire perché esistono le proiezioni ortogonali e quale problema risolvono.

Nel video partiamo da situazioni e oggetti reali per arrivare gradualmente al principio che sta alla base di questo metodo di rappresentazione.

Dal 3D al foglio: prova l’animazione interattiva

Capire le proiezioni ortogonali soltanto osservando il disegno finito non è sempre immediato.

Per questo ho realizzato una animazione interattiva che permette di seguire il procedimento passo dopo passo.

Una piccola casa viene collocata all’interno del triedro di Monge. Possiamo osservare come le sue diverse parti vengono proiettate sul Piano Verticale, sul Piano Orizzontale e sul Piano Laterale e, successivamente, come i tre piani vengono ribaltati fino a disporsi sullo stesso foglio.

In questo modo diventa molto più semplice comprendere da dove nascono prospetto, pianta e vista laterale e soprattutto capire la relazione tra l’oggetto tridimensionale e il disegno tecnico finale.

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apri l’animazione a schermo intero

Perché dobbiamo “ribaltare” i piani?

Immaginiamo che PV, PO e PL siano tre grandi fogli disposti nello spazio attorno all’oggetto.

Una volta ottenute le tre proiezioni, dobbiamo riuscire a riportarle tutte sul nostro foglio da disegno. Per farlo, il Piano Orizzontale e il Piano Laterale vengono idealmente ruotati fino a trovarsi sullo stesso piano del Piano Verticale.

È il cosiddetto ribaltamento dei piani di proiezione. Alla fine avremo le tre viste disposte sullo stesso foglio e collegate tra loro geometricamente.

Un altro modo per capire le proiezioni ortogonali

Per approfondire l’argomento vi propongo anche questo ottimo video di Tecnologia Duepuntozero, che spiega il funzionamento delle proiezioni ortogonali utilizzando esempi molto chiari.

Il principio fondamentale rimane sempre lo stesso: osservare uno stesso oggetto da più direzioni e trasformare la sua forma tridimensionale in viste bidimensionali precise e misurabili.

Non sono soltanto un esercizio scolastico

Le proiezioni ortogonali sono alla base di moltissimi disegni utilizzati nella progettazione.

La pianta di un edificio, i suoi prospetti, il disegno di un componente meccanico, di un mobile o di un oggetto industriale utilizzano lo stesso principio: rappresentare la realtà attraverso viste precise, senza le deformazioni prospettiche che avremmo in una fotografia.

È proprio questo il punto fondamentale.

Le proiezioni ortogonali non servono soltanto a disegnare un oggetto.

Servono a descriverlo, a stabilirne le dimensioni e a comunicare con precisione come dovrà essere costruito.

Perché ogni oggetto costruito dall’uomo, prima di diventare realtà, è stato in qualche modo pensato e rappresentato.

Ed è lì che il disegno smette di essere soltanto un insieme di linee e diventa progetto.

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